Un punto, letteralmente, al momento fa la differenza sia nel campionato piloti che in quello costruttori. In quest’ultimo, come sappiamo bene, la McLaren ha già conquistato il titolo, ma rimane ancora apertissima la battaglia per la seconda posizione come miglior scuderia.
Dopo il Gran Premio del Messico, abbiamo avuto due cambi di scenari, tutt’altro che di poco conto.
Grazie alla sua vittoria, Norris riprende la leadership del campionato piloti, che aveva perso nel terribile weekend in Arabia Saudita. Non sicuramente al sicuro, mancano ancora 4 gare e 2 sprint, ma psicologicamente, aver ripreso la testa può voler dire molto e ti dà sicuramente una botta d’autostima.
Giusto 30 secondi dietro, Charles Leclerc chiude in seconda posizione e permette alla Ferrari di riportarsi davanti a Mercedes nel campionato costruttori. Anche qui per un solo punto. C’è chi dice che arrivare secondi a un cambio di regolamento sia più un danno che un vantaggio, avendo a disposizione meno ore in galleria del vento, ma sarebbe un bel modo per limitare i danni delle promesse non mantenute.
Entrambi gli scenari rimangono completamente aperti.

Campionato Piloti
Se guardiamo i risultati di Piastri nelle ultime gare dell’anno scorso è meglio mettersi le mani nei capelli: 8° posto ad Interlagos, 7° posto a Las Vegas, 3° in Qatar e addirittura 10° ad Abu Dhabi (ricordiamo bene lo scontro con Verstappen poco dopo il via). Ancora peggio nel 2023. La pista migliore per lui rimane sicuramente il Qatar.
Per Norris la situazione è stata giusto migliore ad Abu Dhabi, dove è arrivato 1°, ma nel resto delle gare si è praticamente sovrapposto al compagno di squadra, prendendo anche lui un 10° posto (in Qatar, dopo la penalità stop-and-go a seguito del disastro delle doppie bandiere gialle). Abbastanza meglio se invece andiamo indietro di due anni, anche se andò a sbattere a Las Vegas.
Chi mediamente ha fatto di più è sempre Verstappen, sorpresa sorpresa. Nelle ultime gare della stagione ha conquistato un’indimenticabile vittoria in Brasile, poi è arrivato 5° a Las Vegas (dove ha comunque vinto il titolo), nuovamente 1° in Qatar e 6° ad Abu Dhabi.
Calcoli alla mano, ai due piloti McLaren non basta accontentarsi e guardarsi solo dal compagno di squadra e non possono permettersi nemmeno di far vincere troppo Verstappen. Gli attuali 36 punti fanno presto a sparire.

Il podio dei costuttori
Se invece guardiamo i team al momento abbiamo: 356 Ferrari, 355 Mercedes e 346 Red Bull. Vero che la scuderia austriaca spesso e volentieri conquista punti con un solo pilota su due, ma rosicchiando 25 punti qui, altri 25 là e si colma il gap.
Per la Ferrari, nel 2024, 35 punti totali in Qatar e 33 ad Abu Dhabi, con un posizionamento medio sufficiente a tenere attualmente la seconda posizione.
Per Mercedes la gara indubbiamente migliore delle ultime quattro è stata Las Vegas con 1-2 firmato Russell-Hamilton. Discreta anche la macchina ad Abu Dhabi, ma senza particolari lodi.
La Red Bull, come dicevamo, ha il deficit di avere quasi sempre un solo pilota su cui contare, un pilota vincente, per carità, ma è una scalata difficile per un uomo solo. Anche l’anno scorso la situazione non era molto diversa, 32 punti in Brasile, 26 in Qatar, ma soli 19 presi sommando Las Vegas e Abu Dhabi.
Un solo punto separa Norris da Piastri, un solo punto separa Ferrari da Mercedes. Le scelte strategiche, la capacità di tenere la lucidità nelle ultime gare, i dettagli faranno la differenza. Un punto può fare davvero la differenza a conti fatti. Chi si ricorda Brasile 2008?

